Quali sono i problemi più comuni con le badanti

I problemi più comuni in cui si può incorrere con una badante sono i seguenti:

  • la badante chiede più soldi;
  • la badante non si occupa della cura dell’assistito nel modo stabilito, non rispetta orari di lavoro, non rientra dopo ferie o permessi, ecc;
  • la badante non vuole svolgere determinate mansioni;
  • la badante non vuole farsi mettere in regola;
  • la badante non vuole lasciare la casa al momento della morte dell’assistito;
  • la badante non vuole andare in ferie;
  • la badante non vuole cambiare residenza, non sussiste, infatti, l’obbligo di residenza dal datore di lavoro per stipulare un contratto di lavoro per una badante convivente, perché la lavoratrice può mantenere un’altra residenza e stipulare comunque un contratto di lavoro domestico come lavoratrice convivente.

Come risolvere problemi comuni di una badante con attenzione

La soluzione migliore per evitare la maggior parte dei problemi più comuni con una badante è quella dell’assunzione con regolare contratto di lavoro che stabilisce retribuzione spettante, orario di lavoro da rispettare, diritti e doveri che una badante deve rispettare, da ferie e permessi di cui godere e dopo cui rientrare a lavoro per evitare provvedimenti disciplinari, a mansioni da svolgere obbligatoriamente come da contratto previsto, a doveri spettanti e diritti riconosciuti nei casi di morte dell’assistito e non solo.

Stipulando un regolare contratto di lavoro per badanti, la lavoratrice, sia convivente che non convivente, non può chiedere soldi in più, come magari può accadere nei casi di badante in nero che minaccia vertenze, se il datore di lavoro rispetta il dovuto pagamento come stabilito da Ccnl.

Stesso discorso vale per orario di lavoro da rispettare e mansioni da svolgere. Il Ccnl badanti fissa specifici orari di lavoro da rispettare, sia per badanti conviventi e sia per badanti non conviventi, così come stabilisce mansioni che una badante deve svolgere o quelle che può anche rifiutarsi di svolgere. Se è, infatti, vero che la badante deve prendersi cura della persona assistita, preparando pasti, facendo la spesa, occupandosi della sua igiene, se proprio non in grado di farlo l’assistito, di vestirlo, fare passeggiate, aiutarlo nelle terapie eventualmente prescritte, non possono, però, fare punture, o non sono obbligate all’assistenza notturna, se non si tratta di badanti conviventi o per cui non è previsto orario notturno, né tanto meno sono obbligate, quindi possono rifiutarsi, di assistere altre persone, pur se di famiglia, oltre l’assistito per cui sono assunte.

Quando poi muore il proprio assistito, la badante cessa il suo lavoro ma ha diritto ad avere ratei della tredicesima maturata e liquidazione delle ferie e dei permessi maturati e non ancora goduti ma, nel caso di badanti conviventi, cessa anche il diritto di abitare nella casa dell’assistito.

Ciò significa che la badante non può rifiutarsi di lasciare la casa dell’assistito alla sua morte, anche se gli eredi del defunto assistito devono concedere, per legge, del tempo alla badante prima di lasciare casa. Secondo quanto previsto, infatti, per le badanti che hanno maturato fino a 5 anni di anzianità di servizio, il preavviso perchè lasci casa è di 15 giorni, mentre per badanti che hanno prestato servizio presso lo stesso datore di lavoro per oltre 5 anni, il preavviso perchè lasci casa è di 30 giorni.

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